Any use of the letters GAPS on this website are used solely as an acronym for Gut and Psychology Syndrome
 

GAPS - what is it? Learn about the condition which is behind many mental and physical problems, which our children and adults suffer from, such as autism, hyperactivity and attention deficit, dyslexia, dyspraxia, depression, schizophrenia, bipolar disorder, obsessive-compulsive disorder, eating disorders and more.

GAPS – Che cos’è? Conoscere i disturbi all’origine di molte patologie fisiche e mentali, delle quali soffrono sia adulti che bambini, come: autismo, iperattività e deficit dell’attenzione, dislessia, disprassia, depressione, schizofrenia, disturbo bipolare, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo dell’alimentazione ed altri ancora.

La Sindrome della Psiche e dell’Intestino (Sindrome GAP o GAPS) è una condizione che determina un rapporto tra le funzioni del sistema digestivo ed il cervello. Questa definizione è stata ideata nel 2004 dalla Dott.ssa Natasha Campbell McBride, Doctor of Medicine, Master of Medical Science in Neurologia, Master of Medical Science in Nutrizione Umana, dopo aver lavorato con centinaia di bambini e adulti con disturbi neurologici e psichici come: disordine dello spettro autistico, disordine da iperattività e deficit dell’attenzione (ADHD/ADD), schizofrenia, dislessia, disprassia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo bipolare ed altre patologie neuro-psichiche e psichiatriche.

Per conoscere la Sindrome della Psiche e dell’Intestino, come si sviluppa e come curarla efficacemente con un sano protocollo nutrizionale, leggete il libro della Dott.ssa Campbell McBride: “Sindrome dell’Intestino e della Psiche. Trattamento naturale per l’autismo, ADHD/ADD, dislessia, disprassia, depressione e schizofrenia”.

Per un’introduzione sulla Sindrome Gap leggete l’articolo della Dott.ssa Campbell McBride che segue.

Dr.ssa N. Campbell McBride.

Sindrome dell’Intestino e della Psiche (Sindrome GAP o GAPS)

Nel mondo in cui viviamo le epidemie sono in costante espansione. Disordine dello spettro autistico, iperattività e deficit dell’attenzione (ADHD/ADD), schizofrenia, dislessia, disprassia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo bipolare ed altre patologie neuro-psichiche e psichiatriche che affliggono bambini e adulti sono in continuo aumento.

Nella pratica clinica queste patologie si sovrappongono l’una con l’altra. Un bambino autistico spesso è anche iperattivo o disprassico. Si assiste ad una sovrapposizione del 50% tra dislessia e disprassia e ad un 25-50% tra iperattività, dislessia e disprassia. I bambini che ne soffrono vengono spesso diagnosticati come depressi e nella loro vita adulta si rivelano più predisposti all’uso di stupefacenti o all’alcolismo dei loro coetanei normali. Un giovane diagnosticato schizofrenico è stato spesso affetto da dislessia, disprassia e/o ADHD/ADD durante l’infanzia. La schizofrenia e il disturbo bipolare sono spesso descritte come due facce di una stessa medaglia. Abbiamo anche creato numerose scatole diagnostiche per includervi i nostri pazienti, ma un moderno paziente non rientra in nessuna di esse con precisione, nella maggior parte dei casi infatti l’immagine è resa piuttosto frastagliata da sovrapposizioni neurologiche e psicologiche.

Quando si esaminano questi pazienti si scopre che, a parte le cosiddette patologie psichiatriche, questi individui sono anche gravemente malati fisicamente. Disturbi digestivi, malnutrizione, allergie, asma, eczema, cistiti croniche, infezioni e disordini alimentari fanno tutte parte dello scenario.

Qual è lo scenario tipico che si osserva nella pratica clinica?

Prima di visitare il paziente è importantissimo conoscere l’anamnesi dei genitori. Tutte le volte che si parla di genitori si pensa immediatamente alla genetica, ma oltre ai geni ci sono altre cose che i genitori, e la madre in particolare, passano ai figli: la loro specifica micro flora intestinale. Non tutti sanno che un individuo adulto porta nel proprio intestino circa due chili di batteri; ci sono più cellule in quella massa di microrganismi che nell’intero corpo umano. È un micro-mondo altamente organizzato nel quale alcune specie di batteri devono predominare su altre al fine di mantenere la nostra salute fisica e mentale e il loro ruolo è tale che non possiamo permetterci di ignorarli. Più avanti parleremo dettagliatamente della micro flora del bambino, per il momento torniamo alla fonte della sua flora intestinale: quella dei genitori.

Dopo aver studiato centinaia di disfunzioni fisiche e mentali che affliggono i bambini ne è emerso uno scenario tipico della salute delle rispettive madri.

Una tipica madre non è stata allattata la seno da neonata, magari fa parte di una generazione nata negli anni ’60 o ’70 quando questo tipo di allattamento era andato fuori moda. Ma perché questo fattore è così importante? Perché è ormai ben noto che i bambini allattati con latte artificiale sviluppano una flora intestinale completamente diversa da quelli allattati al seno. La flora, già compromessa, più tardi pregiudicherà la sua stessa salute. La madre moderna ha quindi acquisito una flora compromessa fin dalla nascita, più tardi viene sottoposta a numerosi cicli di antibiotici, sia durante l’infanzia che adolescenza, a seguito di numerose infezioni. È risaputo che gli antibiotici hanno un impatto negativo sulla flora intestinale perché annientano le specie benefiche lì presenti. All’età di 16 anni, e qualche volta anche prima, la nostra madre moderna fa il suo primo incontro con gli anticoncezionali dei quali farà uso per molti anni prima di dar vita la suo primo figlio. Le pillole anticoncezionali hanno un effetto devastante sulla flora intestinale. Una delle funzioni più importanti della flora è quella di tenere a bada le 500 specie di batteri patogeni fin’ora conosciuti dalla scienza. Quando la flora batterica benefica viene distrutta, gli opportunisti hanno l’occasione di riprodursi in gran numero ed occupare larghe aree del tratto digestivo. La moderna dieta di cibi industrializzati e fast foods forniscono poi l’alimento perfetto per i patogeni e questa è la dieta tipica che accompagna una moderna madre sin dalla sua infanzia. La somma di tutti questi fattori risulta in una flora intestinale gravemente compromessa e la moderna madre, al momento in cui è pronta a dare nascita al figlio, è affetta da disbiosi (flora intestinale anormale), lo dimostra il fatto che il 100% delle madri di bambini con problemi neurologici e psichiatrici ne è affetta. Le più comuni complicazioni a livello di salute si manifestano con problemi digestivi, allergie, malattie autoimmuni, sindrome pre-mestruale, fatica cronica, mal di testa e problemi alla pelle.

Il neonato nasce con l’intestino sterile. Nei suoi primi 20 giorni di vita circa, il suo intestino si popola di una varietà di microbi che sarà la base della sua flora ed avrà un impatto determinante nello svolgimento della sua salute per il resto della vita. Da dove proviene questa flora? Principalmente dalla madre. Lo stato in cui si trova la flora intestinale della madre viene passato al neonato.

La flora intestinale non occupa molto i nostri pensieri, eppure il numero di funzioni che essa svolge è vitale; se ad esempio il nostro tratto digestivo venisse sterilizzato, non potremmo sopravvivere.

La prima e più importante funzione svolta è permettere la digestione e assimilazione del cibo. Se un bambino non ha una flora intestinale equilibrata, non sarà in grado di digerire e assimilare il cibo in maniera appropriata e svilupperà numerose deficienze nutrizionali, una circostanza che si riscontra in bambini e adulti con disabilità dell’apprendimento, squilibri psichici e allergie. Molti di questi pazienti sono malnutriti. Anche nel caso in cui il bambino sembra crescere normalmente le analisi rivelano carenze nutrizionali di minerali, vitamine, grassi essenziali, amminoacidi ed altri elementi. Le carenze più comuni riguardano il magnesio, zinco, selenio, rame, calcio, manganese, zolfo, fosforo, ferro, potassio, vanadio, boro e le vitamine B1, B2, B3, B6, B12, C, A e D, acido folico, acido pantotenico, acidi grassi omega 3-6 e 9; e inoltre taurina, acido alfa-chetoglutarico, glutatione e molti altri amminoacidi. Questo lungo elenco comprende alcuni tra i più importanti fattori che contribuiscono al normale sviluppo e funzionalità del cervello, del sistema immunitario e del resto del corpo.

Oltre alla normale digestione e assimilazione del cibo, la flora intestinale è responsabile della sintesi della vitamina K, acido pantotenico, acido folico, tiamina (vitamina B1), riboflavina (vitamina B2), niacina (vitamina B3), piridoxina (vitamina B6), cianocobalamina (vitamina B12) e molti altri amminoacidi e proteine. Quando si sottopone ad analisi un individuo affetto da disbiosi si rivela sempre una carenza di questi elementi nutritivi. L’esperienza clinica dimostra che il ripristino della flora benefica dell’intestino è il modo migliore per eliminare tali carenze.

La maggioranza dei bambini e adulti con disturbi neurologici o psichiatrici ha sempre un aspetto pallido che ad un esame si scoprono essere prevedibilmente anemici. Questa non è una sorpresa, perché il sangue risulti sano abbiamo bisogno di molti e diversi nutrienti: vitamine (B1, B2, B3, B6, B12, K, A, D, ecc), minerali (ferro, calcio, manganese, zinco, rame, selenio, boro, etc.), amminoacidi e grassi essenziali. Questi pazienti non sono in grado di assimilare tali elementi dall’alimentazione, ma anche la capacità che il loro corpo li produca è compromessa. Inoltre gli individui con flora batterica alterata presentano quasi sempre una crescita anormale di alcuni gruppi di batteri patogeni che si nutrono di ferro (actinomiceti, micobatteri, ceppi patogeni di E. Coli, corynebacteri e molti altri). Questi microorganismi consumano qualunque forma di ferro l’individuo possa assumere con il cibo, lasciandolo appunto carente di ferro. I supplementi di ferro poi non fanno altro che aggravare il problema facendo crescere questi batteri a dismisura senza porre alcun rimedio all’anemia. Per superare questa complicazione il paziente necessita di tutti gli elementi dei quali abbiamo parlato, tutti forniti dalla flora batterica benefica.

Oltre ad avere un ruolo decisivo nella nutrizione dell’organismo, la flora benefica intestinale si occupa anche della manutenzione del tratto gastrointestinale. Essi infatti rivestono l’intera superficie dell’intestino proteggendola da invasori e tossine costituendosi come barriera naturale e producendo sostanze antibatteriche, antivirali e antifungine. Contemporaneamente forniscono nutrimento alle pareti dell’intestino. È stato stimato che circa il 60-70% dell’energia fornita alle pareti intestinali derivi dall’attività dei batteri benefici che vivono su di essa. Non ci sorprende quindi che quando la flora intestinale è compromessa il tratto digestivo stesso non goda di buona salute. Lo dimostra anche il fatto che in molti casi di pazienti, sia bambini che adulti, affetti da disabilità dell’apprendimento, disturbi psichici e allergie siano anche afflitti da disturbi digestivi. In molti di questi casi i problemi sono così gravi che il paziente (o i suoi genitori) ne parlano come del problema principale. In altri casi il disturbo può non sembrare molto grave, ma quando si pone una domanda diretta, i genitori descrivono che il bambino non ha mai avuto una normale defecazione, oppure che ha sofferto di coliche nei primi mesi di vita, riferiscono di dolori addominali, gonfiore e flatulenza come normale parte dello scenario. I pazienti adulti descrivono gli stessi sintomi. Nei casi in cui sia i bambini che gli adulti vengono esaminati da un gastroenterologo, questi riscontra una infiammazione intestinale con massa fecale compatta o sindrome da eccedenza. Verso la fine degli anni ’90 al Royal Free Hospital di Londra il Dott. Wakefield e i suoi colleghi scoprirono che i bambini autistici erano affetti da infiammazione intestinale e nominarono questa condizione Enterocolite Autistica. È risaputo che i pazienti schizofrenici soffrono di problemi digestivi. Il Dr. Curtis Dohan ha dedicato molti anni alla ricerca delle anormalità digestive nella schizofrenia. Egli scoprì molte affinità tra la malattia celiaca e lo stato in cui versava il tratto digestivo di schizofrenici. Nella mia personale pratica medica ho riscontrato che ancor prima di manifestare sintomi psichici questi pazienti soffrono di disturbi digestivi e di tutti gli altri sintomi tipici della disbiosi intestinale fin dai loro primi giorni di vita. Bambini e ragazzi affetti da ADHD/ADD, disturbo ossessivo-compulsivo, depressione ed altre patologie neuro-psicologiche soffrono spesso di disturbi digestivi.

Quali altri sintomi di disbiosi intestinale conosciamo?

La flora che svolge bene le proprie funzioni è il braccio destro del sistema immunitario. I batteri benefici che risiedono nell’intestino assicurano la produzione di immunoglobuline, molte cellule immunitarie ed altri fattori dello stesso sistema. Ma cosa ancor più importante essi mantengono il sistema immunitario nel giusto equilibrio. Quello che generalmente succede in un individuo con disbiosi è che i due principali protagonisti del sistema immunitario, le cellule Th1 e Th2, perdono i loro ruoli: le prime diventano poco attive mentre le seconde lo sono troppo; ne risulta che il sistema immunitario reagisce agli stimoli esterni dando origine ad allergie o reazioni atopiche in modi diversi. Il neonato viene al mondo con un sistema immunitario acerbo e la formazione di una flora equilibrata e sana nei suoi primi giorni di vita gioca un ruolo determinante nella maturazione del sistema immunitario. Se il bambino non acquisisce una flora adeguata, allora quel bambino sarà compromesso a livello immunitario. Ne seguiranno infezioni curate con cicli di antibiotici che danneggeranno la flora intestinale e il sistema immunitario ancora di più. Le infezioni più comuni dei primi due anni di vita di un bambino che più tardi svilupperà disturbi neuro-psicologici sono quelle alle orecchie, alle vie respiratorie, mal di gola e impetigine. Sempre nei primi due anni di vita il bambino è sottoposto a numerose vaccinazioni. Un bambino con sistema immunitario compromesso non reagisce alle vaccinazioni nella maniera prevista, anzi in molti casi i vaccini aggravano lo stato del sistema immunitario aprendo la strada ad una serie di infezioni virali e reazioni autoimmuni. C’è un numero consistente di ricerche sullo stato del sistema immunitario di bambini e adulti con difficoltà di apprendimento e disturbi psichici che dimostrano gravi anormalità per tutti i principali gruppi di cellule e immunoglobuline. Gli anticorpi più comuni sviluppati da questi pazienti sono quelli alla proteina basica della mielina (MBP) e alle proteine dei neurofilamenti dell’assone (NSFP), attaccano cioè il cervello e il sistema nervoso.

Il nostro moderno paziente quindi (bambino o adulto che sia) non ha ricevuto un sana flora intestinale dalla nascita e gli è stata danneggiata ancora di più con gli antibiotici e i vaccini. Come conseguenza questi pazienti soffrono frequentemente di disturbi digestivi, allergie, asma ed eczemi. Oltre questo però, nei soggetti che più tardi sviluppano disturbi neurologici e psichici, succede anche qualcosa di più serio: mancando il controllo della flora benefica, tutta una serie di batteri patogeni, virus e funghi, trovano terreno fertile, crescono in grandi quantità ed occupano vaste aree del tratto digestivo. Tra i patogeni citati ci sono due gruppi che vengono più frequentemente riscontrati e sono i lieviti (incluse le specie Candida) e i clostridi. Questi due gruppi digeriscono il cibo alla loro maniera e producendo grandi quantità di svariate sostanze tossiche che entrano nel circolo sanguigno, arrivano al cervello ed hanno la capacità di penetrare la barriera sangue-cervello. La quantità di tossine può variare da individuo a individuo provocando sintomi diversi sia neurologici che psichici. In assenza di flora benefica l’intestino del paziente diventa la fonte principale di tossicità invece che fonte di nutrimento.

Di quali tossine stiamo parlando dunque?

Ce ne sono molte che ancora non sono state ben studiate, per altre invece la ricerca è stata considerevole: vediamole in dettaglio.

Acetaldeide e Alcool.

I patogeni più frequenti riscontrati in pazienti con disturbi neuro-psichiatrici sono i lieviti, in particolare quelli della specie Candida. I lieviti fermentano i carboidrati producendo alcool e il suo sottoprodotto: l’acetaldeide. Vediamo quali effetti ha sull’organismo un’esposizione prolungata ad alcool e acetaldeide.

Danni al fegato con ridotta capacità di smaltimento di farmaci, inquinanti ed altre tossine.

Degenerazione del pancreas con ridotta capacità di produzione di enzimi pancreatici e digestione insufficiente.

Capacità ridotta, da parte delle mucose dello stomaco, di produrre succhi gastrici.

Danno al sistema immunitario.

Danni al cervello con mancanza di autocontrollo, coordinazione errata dei movimenti, sviluppo inadeguato del linguaggio, aggressività, ritardo dello sviluppo mentale, perdita di memoria e torpore.

Danno alle innervazioni periferiche con conseguente alterazione dei sensi e debolezza muscolare.

Danno diretto dei tessuti muscolari con capacità alterata di contrazione e rilassamento muscolare.

Carenze nutrizionali per gli effetti dannosi sulla digestione e assimilazione di vitamine, minerali e amminoacidi. La carenza delle vitamina A e quelle del gruppo B sono particolarmente frequenti.

L’alcool ha la capacità di ampliare la tossicità dei farmaci più comuni, agenti inquinanti ed altre tossine.

Alterazione del metabolismo delle proteine, carboidrati e lipidi.

Incapacità del fegato di eliminare i vecchi neurotrasmettitori, ormoni ed altri prodotti del normale metabolismo. Il risultato è che questi elementi si accumulano nell’organismo provocando anormalità del comportamento ed altre problematiche.

L’acetaldeide è considerato il più tossico dei sottoprodotti dell’alcool. È la sostanza che ci da il mal di testa e chiunque abbia avuto mal di testa sa quanto sia sgradevole. Quei bambini che hanno acquisito una flora anormale con grandi quantità di lieviti, forse non conoscono uno stato di benessere. L’acetaldeide ha un largo spettro di tossicità sull’organismo; uno dei poteri più devastanti di questo elemento è di alterare le proteine e le proteine alterate sono sospettate di provocare molte reazioni autoimmunitarie. Bambini e adulti con problematiche neuro-psichiatriche sono portatori di anticorpi contro i loro stessi tessuti.

Neurotossine dei Clostridi.

Ci sono circa un centinaio di specie di clostridi fin’ora conosciuti. Li troviamo nelle feci di pazienti autistici, schizofrenici, psicotici, gravemente depressi e anche nei casi di paralisi muscolare, anormalità del tono muscolare ed altri disturbi neurologici e psichiatrici. Molti dei ceppi di clostridium sono abituali ospiti del nostro intestino, ad esempio Clostridium tetani lo si trova normalmente in molti individui o animali sani. Tutti sappiamo che il tetano è una malattia mortale a causa di una potentissima neurotossina che questo micro organismo produce. Clostridium tetani viene tenuto a bada dalla flora benefica e non ci reca danno perché le sue tossine non possono fuoriuscire dalle pareti intestinali di un individuo sano. Purtroppo i pazienti di nostro interesse non hanno pareti intestinali sane e in presenza di disbiosi anche questa potente neurotossina entra in circolo sfruttando la permeabilità dell’intestino, attraversa la barriera sangue-cervello ed è in grado di influire sullo sviluppo mentale del paziente.

Molti altri ceppi di Clostridium (perfringens, novyi, septicum, histolyticum, sordelli, aerofoetidum, tertium, sporogenes, ecc.) producono tossine simili a quelle del tetano oltre a molte altre tossine. Il Dr. William Shaw del Great Plains Laboratory dimostrò dettagliatamente come un certo numero di bambini autistici avessero avuto importanti miglioramenti sia nello sviluppo che nelle analisi biochimiche a seguito di trattamento farmacologico diretto ai clostridi; purtroppo i miglioramenti cessarono quando il trattamento fu sospeso perché quei bambini non avevano una flora batterica intestinale sana che potesse tenere sotto controllo i clostridi che impediscono alle loro tossine prodotte di entrare in circolo e arrecare danni. In molti casi i clostridi non vennero nemmeno trovati nelle feci perché questi batteri sono stretti anaerobi e sono molto difficili da identificare. Dobbiamo ancora mettere a punto analisi migliori per scoprire facilmente la presenza di questi patogeni.

L’era degli antibiotici ha dato una opportunità speciale di sviluppo ai lieviti e ai clostridi. Gli antibiotici ad ampio spettro non hanno alcun effetto su di essi, ma riescono invece ad uccidere la flora benefica, quella che dovrebbe incaricarsi di tenerli a bada. Dopo ogni ciclo di antibiotici quindi questi due gruppi di patogeni si trovano nelle condizioni perfette per riprodursi incondizionatamente. I pazienti dei quali parliamo vengono sottoposti a cicli di antibiotici sin dall’inizio della loro vita.

Gluteomorfine e Caseomorfine o oppiacei del glutine e della caseina.

Il glutine è una proteina presente nelle granaglie: grano, segale, avena e orzo. La caseina è la proteina del latte e la troviamo nel latte di vacca, pecora, capra, latte umano e in tutti i prodotti caseari. A causa della anormalità della flora intestinale l’organismo di bambini autistici o soggetti schizofrenici non digerisce queste proteine che come conseguenza si trasformano in sostanze con una struttura chimica molto simile agli oppiacei come la morfina o eroina. Su questo argomento è stata fatta una grande quantità di ricerche condotte da Dohan, Reichelt, Shattock, Cade ed altri i quali hanno riscontrato i peptidi del glutine e della caseina, le gluteomorfine e caseomorfine, nell’urina di pazienti affetti da autismo e schizofrenia oltre che in pazienti con depressione e artrite reumatoide. Gli oppiacei del grano e del latte passano la barriera sangue-cervello e bloccano certe aree del cervello proprio come fanno morfina ed eroina provocando sintomi di natura neurologica e psichiatrica. Basandosi su queste ricerche fu sviluppata la Dieta Senza Glutine e Caseina (GFCF).

Dermorfine e Deltorfine.

Queste due spaventose neurotossine furono scoperte in bambini autistici dal biochimico Dr. Alan Friedman. Le dermorfine e deltorfine furono identificate per la prima volta sulla pelle di rane velenose del Sud America. Le popolazioni indigene intingevano le punte delle frecce sulla pelle di queste rane per paralizzare i nemici perché il potere neurotossico di queste sostanze è altissimo. Il Dr. Friedman crede tuttavia che non sia la pelle della rana a produrre le tossine, ma un fungo che cresce su di essa. È possibile che lo stesso fungo cresca anche nell’intestino di bambini autistici dove produce dermorfine e deltorfine.

Analisi degli acidi organici.

Questo test, che è ormai disponibile presso molti laboratori di tutto il mondo, permette di determinare la quantità di metaboliti conseguenti l’attività microbica dell’intestino che vengono assorbiti e finiscono poi nelle urine del paziente. Molti di questi metaboliti sono sostanze altamente venefiche.

Un basso livello di solfato sierico che è molto frequente in questi pazienti è un indicatore indiretto di tossicità. I solfati sono essenziali per molti processi di disintossicazione e per il normale metabolismo dei neurotrasmettitori del cervello. In molti casi l’individuo può assumere buone quantità di solfati dalla dieta, ma questi vengono tutti consumati dai processi di disintossicazione che combattono con il fiume di tossicità costantemente prodotta dall’intestino. Inoltre un certo gruppo di batteri, la cui crescita viene favorita dalla disbiosi, si nutre di solfati riducendone ulteriormente la quantità disponibile per l’organismo. Questi batteri metabolizzano il solfato assunto con gli alimenti in solfiti molti dei quali sono tossici, come il solfuro di idrogeno ad esempio che è il gas dal tipico odore di uova marce. I genitori di bambini autistici e iperattivi mi riferiscono che le feci dei loro figli hanno questo caratteristico odore.

La quantità e qualità di agenti tossici possono variare grandemente tra individui, ma ciò che accomuna tutti è la disbiosi intestinale. La tossicità prodotta dalla flora patogena è il collegamento diretto tra intestino e cervello ecco perché ho accumunato questi disturbi e gli ho dato un nome: Sindrome dell’Intestino e della Psiche (Sindrome GAP). I bambini e gli adulti GAPS presentano sintomi di autismo, disturbo dell’attenzione e iperattività, disturbo ossessivo-compulsivo, dislessia, disprassia, schizofrenia, depressione, disturbi del sonno, allergie, asma ed eczema in tutte le possibili combinazioni. Qualunque bambino o adulto che accusa difficoltà dell’apprendimento o disturbi neurologici o psichiatrici dovrebbe essere esaminato per accertarne la disbiosi. Il ripristino della flora intestinale e la cura del tratto digestivo sono al primo posto negli interventi curativi per questi disturbi prima di considerare l’uso di farmaci o altro.

La Sindrome dell’Intestino e della Psiche (Sindrome GAP o GAPS) stabilisce un nesso tra lo stato dell’intestino del paziente e le sue funzioni cerebrali, un nesso ben conosciuto dai medici e da molto tempo. Il padre della moderna psichiatria, il francese Phillipe Pinel (1745–1828) dopo aver lavorato con malati di mente per molti anni, dichiarò nel 1807: “Il focolaio principale della follia risiede nello stomaco e nell’intestino”. Molto prima di lui Ippocrate (460-370 A.C.), il padre della moderna medicina, disse: “Tutte le malattie cominciano nello stomaco”. Più impariamo con l’aiuto di strumenti moderni e scoperte più ci rendiamo conto quanto avessero ragione!

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