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Fussy eaters and failure to thrive

Pignoli con il cibo e difficoltà ad ingrassare.

Per capire meglio l’argomento vi preghiamo di leggere il capitolo “È ora di mangiare. Oh, no!” del libro “Sindrome dell’Intestino e della Psiche” (GAPS) dove scoprirete qual è l’approccio giusto per convincere il vostro piccolo, ma esigente bambino, a mangiare praticamente qualsiasi cosa. Un gran numero di pazienti GAPS, bambini in particolare, sono molto esigenti con il cibo e limitano la propria alimentazione a dolci e cibi ricchi di amido. Si chiudono, cioè, in un circolo vizioso di dipendenza dagli stessi cibi responsabili del loro stato rifiutando tutti gli altri. Questo problema è particolarmente pronunciato negli autistici.

Questa tendenza, comune a bambini e adulti, porta frequentemente a commettere un errore nell’introduzione della dieta SCD (Dieta dei Carboidrati Specifici). Chi si prende cura di questi pazienti, genitori compresi, cadono nella trappola di sostituire tutti quei cibi controindicati che i pazienti mangiano volentieri, in particolare i dolci, con i dolci permessi dalla dieta SCD. Scoprono così la bontà delle torte, dei biscotti, del pane, ecc.; il risultato finale però è quello di nutrire il bambino o adulto con farina di mandorle e miele, regime alimentare che delude i benefici sperati e non è certo un modo salubre di nutrirsi. Seguire la Dieta Introduttiva GAPS prima di adottare quella Completa vi aiuterà a gettare le basi per abitudini alimentari sane evitando gli errori più comuni.

Difficoltà a metter su peso.

Una certa magrezza dei bambini GAPS è un fenomeno che affligge molte famiglie. Il neonato con flora intestinale sbilanciata ingrassa finché nutrito con il latte materno. Ma quando arriva lo svezzamento il piccolo impara a sue spese che il cibo (eccetto appunto il latte della madre) gli genera malessere. Il suo sistema digestivo, incapace di digerire cibo solido, assimila alimenti parzialmente digeriti che provocano mal di pancia, dolori muscolari, pruriti, mal di testa, scarsa vitalità, ecc. La sua reazione sarà ovviamente quella di rifiutare il cibo solido. È rarissimo che un bambino di oltre 6 mesi di vita possa ricavare tutto il suo nutrimento dal solo latte materno e senza cibi solidi sarà difficile che possa mettere su peso spesso, anzi, spesso comincia a perderlo dimagrendo visibilmente. Gli alimenti per lo svezzamento (generalmente cereali) non sono affatto appropriati per questi bambini e devono essere evitati. Leggete la pagina web “Neonato” (voce di menù: “New Baby”) e seguite la dieta messa a punto proprio per l’introduzione dei cibi descritti in quella pagina. Cominciate con il brodo di carne caldo arricchito con yogurt, entrambi fatti in casa. Fate attaccare il bambino al seno solo come ricompensa e solo dopo che abbia bevuto il brodo di carne mischiato allo yogurt. A voi la scelta tra biberon o altro mezzo. Il bambino deve imparare a mangiare cibo diverso prima di attaccarlo al seno. Cominciate con piccole quantità: 1-2 cucchiaini di brodo e yogurt prima del latte materno ed aumentate gradualmente. Dategli da mangiare ogni ora e fatelo quando sia voi che il neonato siete tranquilli e rilassati. Ovviamente se il bambino è agitato per qualsiasi motivo, rassicuratelo attaccandolo al seno e posponete l’introduzione di questi nuovi cibi ad un momento più opportuno. Ma dopo che il piccolo avrà accettato serenamente buone quantità di brodo di carne e yogurt, introducete gradualmente gli altri alimenti descritti nella pagina “Neonato” (New Baby). Continuate ad usare il latte del seno come ricompensa per un altro anno o giù di lì. Nella nostra cultura non è frequente allattare il bambino al seno dopo i 12 mesi, ma questi bambini traggono grandi benefici dal latte materno, potete quindi continuare anche fino 18-24 mesi.

Un brano tratto da: “Manuale GAPS per principianti” (GAPS Companion’ a handbook for beginners), di Linda Paterson, Consulente Nutrizionista del sito: www.gapsaustralia.com.au.

Pignoli con il cibo e la Dieta GAPS.

Domanda: il mio bambino è molto pignolo con il cibo e mangia pochissime cose. Come posso fargli mangiare i cibi consigliati GAPS? Questa è una delle domande più frequenti che mi vengono poste e capisco il perché, avendo sperimentato di persona lo stesso problema. Ho cercato la risposta dappertutto: assistendo a seminari e chiedendo a numerosi esperti come risolvere il problema. “Difficile farlo mangiare” tuttavia non descriveva appieno la questione. Volevo che mio figlio si nutrisse di quegli alimenti che lo avrebbero curato, ma mi chiedevo anche: “come può farlo con l’avversione che ha verso il cibo e i problemi di distorsione del gusto che ha?”.

Mio figlio mangiava solo 5 tipi di cose e quindi cominciammo con il dargli le alternative GAPS di quei cibi: pollo impanato con farina di mandorle cotto con lardo, per esempio (grosso sbaglio). Lo mangiava sì, ma no era il cibo curativo che gli avrebbe fatto bene. Il risultato fu di sostituire i pochi cibi nocivi che mangiava con alternative altrettanto limitate. All’inizio accusò un po’ di astinenza da latte e cereali, ma sembrava che stesse meglio, la situazione però progredì poco e le difficoltà con il cibo continuarono.

Il problema fu risolto solo quando decisi di adottare l’ABA (Applied Behaviour Analysis) che troverete spiegata nel capitolo: “Oh, no! È ora di mangiare” del libro GAPS, per vedere se fosse possibile fargli mangiare le cose delle quali il suo corpicino aveva disperatamente bisogno. E finalmente assistemmo ad un cambiamento straordinario. Pensai che per ottenere questo risultato mi sarei dovuta impegnare al 100% ed essere ben preparata, decisa e coerente nel mio approccio. L’altro fattore chiave fu di non cedere alle sue richieste ed evitare di dargli qualsiasi altro tipo di cibo se rifiutava di mangiare quello che noi gli offrivamo.

L’ABA necessitava una pianificazione con mete realistiche e ricompense altamente motivanti. Pianificammo strumenti di intervento strategici fatti su misura per i suoi bisogni e che sapevamo avrebbe accettato perché si divertiva. Con l’uso di questi strumenti e delle strategie ABA, cominciammo ad introdurre i nuovi alimenti previsti dalla Dieta Introduttiva GAPS. Per due settimane gli demmo solo zuppe e brodo di carne fatti in casa. All’inizio fu molto difficile perché il bambino chiudeva la bocca, strillava, si faceva del male e vomitava. Poi quando capì che poteva avere una ricompensa che lui desiderava molto, si adeguò alle nostre richieste. I primi tempi lavorammo come una squadra composta da marito-moglie. Dopo qualche giorno la disintossicazione causata dalla dieta gli provocò dei malesseri fisici e certi sintomi peggiorarono. Smise addirittura di mangiare, cosa che più tardi capimmo essere una reazione frequente in quella fase. Nonostante fossimo preoccupati, continuammo ad assisterlo durante lo stadio di disintossicazione come se avesse un qualche virus o una brutta forma di influenza e continuammo a dargli le zuppe e il brodo nelle piccole quantità che riusciva a tollerare. Alla metà della seconda settimana, ci chiese di dargliene di più fino a che dovemmo dirgli: “adesso basta, hai la pancia piena”. Adesso mangiava e chiedeva il cibo che aveva così fortemente rifiutato solo dieci giorni prima. E ne voleva molto.

Dopo la seconda settimana, adottammo la Seconda Fase della Dieta Introduttiva GAPS che prevede stufati di agnello e verdure. Avevamo tutti gli strumenti ABA pronti per affrontare questa fase, ma con nostra sorpresa mangiò senza fare storie e senza ricorrere a nessuna tecnica ABA. Poi chiese di mangiare banane, altra frutta e cibi impossibili da fargli mangiare prima. Gli detti una banana, ma ero scettica che l’avrebbe mangiata. Invece con mia grande sorpresa la mangiò, ne chiese una seconda e poi volle una mela. Purtroppo non potevamo dargli la seconda banana né altra frutta perché volevamo rispettare il piano di intervento. Ma non ci avrei mai creduto se non lo avessi visto con i miei occhi. Fu a questo punto che dissi a mio marito: “dobbiamo dirlo a tutti i genitori!”. Ed eccomi qui a dire a tutti che farli mangiare è possibile e che si può fare quello che si crede impensabile. Come risultato ho avuto il piacere di vedere molti genitori impegnati che pensavano fosse impossibile vedere i loro piccoli pignoli trasformati in dieci giorni.

Se far mangiare mio figlio significa impegnarsi al 100%, preparare del buon cibo che lo cura, un piano individuale ABA e pochi soldi spesi su cose per lui gratificanti, allora ne vale proprio la pena! Avrei pagato chiunque cento volte tanto se fosse stato capace di far mangiare mio figlio cibi nutrienti, ma invece siamo stati capaci di farlo da soli e tutti i soldi sono stati spesi per il bambino e le gratifiche che gli piacciono tanto. Se pensate di poterlo fare anche voi, allora vi spingo a farlo, come ho spinto molti genitori che credevano sarebbe stato impossibile far mangiare i figli. Il brodo di carne e le zuppe hanno proprietà curative che ripristinano le funzioni dei microvilli e degli enterociti delle pareti intestinali e che, a loro volta, hanno un effetto sulla mente, sul senso del gusto ed altri problemi sensoriali relativi al cibo.

In qualche modo tutto questo viene modificato, allora dico che vale la pena lo sforzo iniziale: provateci. So che con bambini più grandi questo potrebbe essere più difficile, ma dove c’è volontà, c’è riuscita. Parlate con i vostri figli, educateli in qualche modo. Voi conoscete vostro figlio meglio di chiunque altro e troverete le strategie e le gratifiche giuste che servono a mettere in pratica l’approccio ABA. Ricordate che il successo con i bambini pignoli con il cibo lo si raggiunge combinando le tecniche ABA con la Dieta Introduttiva GAPS.

Abbiate fiducia, date tutto quello che potete e pensate al cibo come al vostro primo amore. Cosa avete da perdere?

Linda Paterson, Consulente Nutrizionale GAPS. Questo articolo è tratto da “Manuale GAPS per principianti” (GAPS Companion’ a handbook for beginners). www.gapsaustralia.com.au